/// 02/05/2023

Sbloccare l’Accesso alla Generazione Successiva in Agricoltura: la Sfida del Trasferimento Intergenerazionale dell’Azienda Agricola

Sommario

Sbloccare l’Accesso alla Generazione Successiva in Agricoltura: la Sfida del Trasferimento Intergenerazionale dell’Azienda Agricola 1

Barriere classicamente identificate 1

Barriere culturali e psicologiche 2

Coincidenza tra vita lavorativa e vita personale nell’azienda agricola 2

Senso di mascolinità legato alla conduzione aziendale 3

Sbloccare l’accesso delle nuove generazioni favorendo il benessere relazionale 3

Riferimenti 4

Quando ci si riferisce al ricambio generazionale in agricoltura, esso può avvenire attraverso la sostituzione della conduzione in aziende esistenti o attraverso la creazione di aziende nuove che sostituiscano quelle inattive sul mercato. Il passaggio di testimone può avvenire all’interno della famiglia o verso soggetti non appartenenti all’asse ereditario. In ogni caso, l’invecchiamento della popolazione agricola crea un’urgenza nel pianificare la successione.

Barriere classicamente identificate

Sono note le barriere finanziarie che ostacolano giovani aspiranti agricoltori sia ad acquisire nuovo capitale per acquistare o modernizzare le aziende agricole, sia ad appianare debiti esistenti nei casi in cui ereditino aziende familiari. Sono chiare le carenze di competenze in cui la trasmissione del sapere e delle tecniche tradizionali deve essere integrata con nuove conoscenze tecnologiche e di gestione sostenibile e come non sempre sia possibile acquisire tutta la conoscenza necessaria in anticipo. Anche la complessità legale e i vincoli normativi per il trasferimento di proprietà e la successione possono essere significativamente costose. Facilitare il trasferimento intergenerazionale delle aziende agricole rappresenta una sfida complessa ma cruciale per garantire la continuità e la sostenibilità del settore agricolo.

Occorre una combinazione di supporto finanziario, formazione, politiche favorevoli e pianificazione strategica, per sbloccare l’accesso alla generazione successiva e assicurare che le tradizioni agricole continuino a prosperare in un contesto moderno e sostenibile. Tuttavia ancora poco si fa riferimento a barriere di natura culturale e psicologica che frenano il percorso delle due generazioni verso quel punto di incontro in cui la staffetta passa di mano con decisione, nell’adesione al patto sociale che vuole la continuità dell’azienda, il pensionamento dell’anziano e l’entrata nel mondo del lavoro dei giovani.

Barriere culturali e psicologiche

Almeno due elementi permettono di focalizzare l’attenzione su quell’insieme di valori che determinano i nostri comportamenti in modo inconscio e di cui siamo talmente imbevuti da non riconoscerli quali sfide al cambiamento, in questo caso al trasferimento intergenerazionale, soprattutto in famiglia. Gli agricoltori anziani possono essere riluttanti a cedere il controllo delle loro aziende a una generazione più giovane, spesso per attaccamento emotivo alla propria condizione e mancanza di visione alternativa. I giovani possono essere gravati da aspettative culturali alle quali non vogliono necessariamente rispondere, ma dalle quali non possono liberarsi senza un supporto esterno al processo. Condurre un’azienda agricola porta con sé almeno due aspetti che la ricerca sociale e medica stanno investigando sempre di più, che di seguito espongo in breve:

  1. la coincidenza tra vita lavorativa e vita personale può portare un senso di isolamento e frustrazione all’imprenditore agricolo fino a conseguenze anche gravi sulla sua salute mentale;
  2. l’identificazione del conduttore quale il maschio adulto in forze, nella famiglia e nella comunità può creare un timore di perdita della mascolinità al momento del pensionamento.

Coincidenza tra vita lavorativa e vita personale nell’azienda agricola

L’azienda agricola spesso rappresenta non solo il luogo di lavoro, ma anche la casa e la vita personale dell’imprenditore. Questa coincidenza crea una condizione totalizzante in cui i confini tra lavoro e vita privata si sfumano, portando a un coinvolgimento continuo e ininterrotto nelle attività aziendali.

Gli agricoltori possono sentirsi isolati a causa della distanza fisica dalle comunità urbane e dalle reti sociali più ampie. Questo isolamento può essere aggravato dalla mancanza di tempo libero e dall’impossibilità di partecipare a eventi sociali o di svago (Holton, Riley, Kallis 2022).

Inoltre, a gestione di un’azienda agricola è spesso associata a sfide significative, quali le condizioni meteorologiche imprevedibili, le fluttuazioni dei prezzi dei prodotti agricoli e le pressioni economiche. Anche questi fattori possono portare a un senso di frustrazione e di stress costante per l’imprenditore agricolo. (Chuprov 2023).

I tassi di suicidio tra i lavoratori agricoli in Italia sono un problema preoccupante, con studi che indicano un rischio elevato all’interno di questo gruppo professionale. I dati riportano che i lavoratori maschi nei settori dell’agricoltura, della pesca, della silvicoltura e della caccia hanno un rischio significativamente più elevato di mortalità per suicidio rispetto ai lavoratori di altri settori, con un tasso di mortalità di 1,36 per gli uomini (Grande et al 2021). Le condizioni socioeconomiche, quali le fluttuazioni del reddito agricolo, sono state identificate come determinanti significative di questa causa di mortalità (Bossard et al. 2016). Il fenomeno dell’aumento dei tassi di suicidio tra gli agricoltori non è solo un problema temporaneo legato alle fluttuazioni del mercato agricolo, ma piuttosto una realtà sociale di lunga data, influenzata da fattori come la tensione tra autonomia, cambiamenti di politica agricola caratterizzati da forti inversioni di tendenza e incertezze anche legate alle competenze necessarie per affrontare la regolamentazione delle attività agricole (Gallagher, Sheehy 1994).

Senso di mascolinità legato alla conduzione aziendale

Nelle famiglie agricole tradizionali, il conduttore dell’azienda è spesso visto come il maschio adulto in forze, il quale è responsabile della gestione dell’azienda e del mantenimento della famiglia con un ruolo profondamente radicato nelle norme culturali e sociali della comunità agricola (Roy et al. 2019). Le aspettative di mascolinità in agricoltura, enfatizzano tratti come lo stoicismo, la resilienza e l’autosufficienza. La pressione a conformarsi a queste norme maschili tradizionali può portare a difficoltà per le giovani generazioni ad affrontare i passaggi generazionali in azienda (Roy et al., 2017).

La conduzione dell’azienda agricola è infatti strettamente legata all’identità e allo status del conduttore all’interno della famiglia e della comunità. Il successo aziendale è spesso visto come un riflesso della capacità e della virilità del conduttore stesso (Coldwell, 2007). Pertanto è difficile individuare la fine dell’attività lavorativa, quella che per le altre professioni coincide con il tempo della pensione dell’imprenditore mentre in agricoltura sembra avere ricadute più pesanti sull’intera aspettativa di vita (Conway et al, 2016). La pensione può rappresentare una perdita di status e di identità per l’agricoltore, il quale può trovare difficile accettare il passaggio del testimone a una nuova generazione (Riley, 2014).

Sbloccare l’accesso delle nuove generazioni favorendo il benessere relazionale

Abbiamo chiaro che l‘azienda agricola rappresenta un ambiente unico in cui la vita lavorativa e personale si intrecciano in modo indissolubile. Per sbloccare il ricambio generazionale in agricoltura, è necessario sviluppare strategie che supportino il benessere psicologico degli agricoltori uscenti ed entranti, promuovano la parità di genere e facilitino una transizione equilibrata e rispettosa delle identità individuali.

Interagire con reti di supporto, impegnarsi nell’attività fisica e dare priorità all’equilibrio tra lavoro e vita privata (Woolford et al 2022); seguire programmi che forniscano uno spazio sicuro per discutere delle sfide del benessere, che colleghino gli agricoltori tra loro e con consulenti in grado di supportarli ad affrontare le pressioni interconnesse di redditività, sostenibilità e benessere (Knook et al 2022) sono alcune delle strategie suggerite in letteratura.

La pianificazione della successione richiede il supporto a tutti i membri della famiglia per accogliere e dar forma al cambiamento. Programmi di passaggio graduale dalla conduzione dell’azienda alla pensione necessitano di un nuovo modo di pensare alla consulenza come ad un percorso di accompagnamento alla crescita personale, in cui l’agricoltore impara a costruire sul capitale relazionale fino a quel momento trascurato nelle sue potenzialità di svago e meritato riposo.

Alcuni esempi sono la relazione con i potenziali eredi per uno scambio di conoscenze e opinioni, la relazione con se stessi nel riconoscimento di disagi per investire nella qualità della propria vita e nella salute. La gestione del tempo libero, che rappresenta una nuova risorsa disponibile, è tutta da imparare.

Specularmente, chi subentra in agricoltura necessita di ulteriori sblocchi rispetto ai modelli stoici del passato, l’agricoltura può accogliere figure meno radicali e più capaci di conciliare una buona vita e un buon lavoro. L’integrazione di genere infatti non è solo misurabile attraverso la presenza di donne o di identità sessuali non binarie alla conduzione aziendale, che pure meritano attenzione in termini di trend evolutivi e per il superamento di pregiudizi limitanti in agricoltura. L’integrazione di genere, in particolare nel settore agricolo, parte e non può prescindere a mio avviso, da una consapevolezza nuova del maschile che si cura di sé, della propria salute, delle relazioni affettive anche familiari e che sviluppa la propria individualità nel network di mutuo supporto tra pari.

Riferimenti

Mark, Holton., Mark, Riley., Gina, Kallis. (2022). Towards the geographies of loneliness: interpreting the spaces of loneliness in farming contexts. Social & Cultural Geography, doi: 10.1080/14649365.2022.2104360

Philippe, Roy., Émilie, Duplessis-Brochu., Gilles, Tremblay. (2019). Responses to adversity faced by farming men: a gender-transformative analysis. International journal of child, youth and family studies, doi: 10.18357/IJCYFS101201918806

Petr, Chuprov. (2023). Stressors and Coping Strategies in Rural Farmers: A Qualitative Study. Journal of Agromedicine, doi: 10.1080/1059924x.2023.2173691

Ian, Coldwell. (2007). New farming masculinities: ‘More than just shit-kickers’, we’re ‘switched-on’ farmers wanting to ‘balance lifestyle, sustainability and coin’. Journal of Sociology, doi: 10.1177/1440783307073936

Philippe, Roy., Gilles, Tremblay., Steven, Robertson., Janie, Houle. (2017). “Do it All by Myself”: A Salutogenic Approach of Masculine Health Practice Among Farming Men Coping With Stress.. American Journal of Men’s Health, doi: 10.1177/1557988315619677

Mark Riley 2014 Interviewing fathers and sons together: Exploring the potential of joint interviews for research on family farms Journal of Rural Studies 36 (2014) 237e246

Shane Francis Conway a, *, John McDonagh a, Maura Farrell a, Anne Kinsella 2016 Cease agricultural activity forever? Underestimating the importance of symbolic capital Journal of Rural Studies 44 (2016) 164e176

Dale, D., Woolford., Matthew, Smout., Deborah, Turnbull., Kate, M., Gunn. (2022). Male Farmers’ Perspectives on Psychological Wellbeing Self-Management Strategies That Work for Them and How Barriers to Seeking Professional Mental Health Assistance Could Be Overcome. International Journal of Environmental Research and Public Health, doi: 10.3390/ijerph191912247

Knook, Eastwood, Mitchelmore, Barker. (2022). Wellbeing, environmental sustainability, and profitability: Including plurality of logics in participatory extension programmes for enhanced farmer resilience. Sociologia Ruralis, doi: 10.1111/soru.12413

Alicandro, Grande, Sebastiani, Violante, La Vecchia, Frova (2021). Mortality from suicide among agricultural, fishery, forestry and hunting workers in Italy and the contribution of work-related factors. Occupational and Environmental Medicine, doi: 10.1136/OEMED-2020-106743

Bossard, Santin, Canu. (2016). Suicide Among Farmers in France: Occupational Factors and Recent Trends.. Journal of Agromedicine, doi: 10.1080/1059924X.2016.1211052

Gallagher, Sheehy (1994). Suicide in Rural Communities. Journal of Community and Applied Social Psychology, doi: 10.1002/CASP.2450040302